Hanno parlato del Roseto

La stampa italiana ha dedicato costante attenzione al Roseto. Di particolare rilevanza gli ampi servizi di Gardenia, dei quotidiani La Stampa e Repubblica, di Famiglia Cristiana, della rivista Piemonte Parchi, del «Nuovo Giornale» di Alessandria, della «Nuova Provincia» di Asti, e vari altri.
Largo spazio gli è stato dedicato dai due volumi di Elena Accati e Collaboratori: Theatrum Rosarum (2005) e Arte e Natura (2007).

 

 

Marzia Barosso su VIALE FLOWER FARM, 17 maggio 2016

 

Accade talvolta, e in modo del tutto casuale, di imbattersi in luoghi pazzeschi (e troppo poco conosciuti), scrigni di storia e paesaggio, in cui si intrecciano passioni personali, racconti di viaggio, amicizie ed esperienze professionali. Il padrone di casa, Piero Amerio, Docteur de recherche all’Université de Paris, professore emerito di psicologia sociale all’Università di Torino, nonché studioso di rilevanza internazionale, vestito di tutto punto con cappello, bastone, guanti e cesoie, accompagna personalmente amici e visitatori alla scoperta di quello che definisce una “follia botanica”. Nel perfetto clima conviviale che i giardini creati in armonia con l’ambiente naturale circostante sanno infondere, Piero snocciola racconti e curiosità sulla provenienza e la diffusione delle sue rose, sull’ibridatore che le ha create, sulle evoluzioni del giardino e sui progetti futuri, suggeriti dal vagabondare su e giù da una terrazza all’altra lungo il crinale della collina. Le forbici servono per sacrificare qualche corolla, prossima alla sfioritura, da far annusare al serpentone di giardinieri che lo segue con l’occhio attento e l’orecchio proteso.

 

Enrica Cerrato in LA STAMPA 21.05.2006

Ognuno ha un luogo dell’anima e forse il roseto de «La sorpresa», sulle colline di Castell’Alfero è quello di Piero Amerio. Con pazienza, passione e caparbietà contadina, lui uomo di città ha costruito un roseto di circa 500 esemplari.
[…]
La storia del roseto de «La Sorpresa» è intrecciata a quella della vita di Amerio, della moglie Gisella Giambone, della figlia Luisa  e della nipote Viola. Ma anche della cultura torinese di impronta antifascista (il padre di Gisella fu uno dei fucilati del Martinetto) e lo stesso Amerio, già consigliere comunale della giunta Castellani, è uomo poliedrico che passa con disinvoltura dalla psicologia alla letteratura.
[…]
Custodire oltre 14 mila metri quadri di roseto, con centinaia di piante non è impresa da poco e qui si innesta la seconda parte dell’intrigante storia del roseto. «I miei amici ad un certo punto hanno deciso di darmi una mano ed è nata l’associazione Amici del roseto della Sorpresa». Del gruppo fanno parte, tra gli altri studiosi e scienziati, scrittori, giornalisti, storici, amministratori locali… Un pezzetto di gotha della scienza e della cultura subalpina. «Ho detto loro datemi o fondi o manodopera» e ognuno di loro ci ha messo qualcosa. Adesso alla cordata si sono uniti anche il Comune di Castell’Alfero, la Provincia di Asti e la Fondazione della Cassa di Risparmio di Asti. Così il roseto non solo vivrà, ma con un po’ di fortuna potrà diventare un «luogo dell’anima» per altra gente. Di quella che sa capire il silenzio e cammina in punta di piedi tra i sentieri erbosi.

 

Gian Paolo Ormezzano in FAMIGLIA CRISTIANA, n. 30, luglio 2005

Tante rose, tanti riconoscimenti, soldi pochi e ce ne vorrebbero di più, anche se quella di Amerio con le rose è una storia d’amore che avrà sempre grandi valori e mai grandi cifre. Adesso è nato un comitato di amici, suoi e delle rose, la Provincia di Asti si sta interessando a quello che è un patrimonio gentile ed ecologico.
Ogni tanto il professore porta in giro nel suo mondo di rose amici e curiosi, e risponde anche a chi gli chiede di confezionare un mazzo di fiori virtuale per una grande diva: lui sceglie, recide e inventa un fantastico omaggio floreale che non ha prezzo. Amerio ha convocato alla Sorpresa le più celebri rose cinesi, le grandi rose europee…

 

Prof. Elena Accati in THEATRUM ROSARUM, a cura di E. Accati e E. Costa, Allemandi Ed., 2005

Penso che niente sia più piacevole, per chi ama la rosa, che ammirare dal vivo collezioni superbe quali esistono in Italia e all’estero, passeggiare tra sentieri fioriti, scoprendo rose che non si conoscevano, immaginando di cercarle in qualche vivaio… progettando spazi nuovi per il proprio giardino, terrazzo o balcone. Dove recarsi allora? Non c’è che l’imbarazzo della scelta: si può iniziare dal Piemonte con il roseto La Sorpresa a Serra Perno nell’Astigiano, un vero tesoro botanico creato dalla passione intelligente di Piero Amerio, docente di psicologia presso l’Università di Torino, che ha saputo posizionare secondo criteri botanici e paesaggistici, sullo sfondo della lussureggiante vegetazione boschiva, un patrimonio importante per amatori, studiosi e ricercatori, ma anche per gli ibridatori perché molte rose sono rare e insolite.

 

Giovanna Favro in LA STAMPA 15.07.2001

È il più autorevole degli psicologi torinesi: dirige il dipartimento universitario di Psicologia. Ma pochi sanno che Piero Amerio, 67 anni e il portamento di un ragazzino, ha uno dei più grandi, più affascinanti e romantici roseti d’Italia.
Per anni, finite le lezioni, Amerio s’è rifugiato nel giardino a zappare, pulire e concimare la terra, che nutre, quand’è l’ora, di concime animale. Ha iniziato a costruire il roseto nel 1980, dapprima ordinando alcune rose antiche che in Italia non si trovano, e poi divenendo via via più raffinato, più esigente, andando a cercare rose anche nei loro luoghi di origine, studiando sul piano scientifico la storia di ognuna, approdando infine ad una forma di collezionismo, di passione, e arrivando a parlare di certe rose come di una o di un’altra donna, perché ti narra di quella che ha poche spine, di quella che è piccola e dolce, e di una terza che è opulenta e sensuale, per le corolle aperte dai cento petali e il profumo che stordisce.

 

Prof. Marco Devecchi in GARDENIA, n. 206, giugno 2001

Le rose si succedono secondo studiati raggruppamenti lungo i gradoni di un fronte collinare coperto in più punti dalla lussureggiante vegetazione boschiva del Monferrato Astigiano. Il fitto reticolo di colline di questa straordinaria parte del territorio piemontese, ancora fortemente connotato dalla presenza della vite, ospita, da oltre un ventennio, un patrimonio genetico singolare, forse unico per il Piemonte, rappresentato da centinaia, tra specie e varietà, di rose, antiche e moderne. Un patrimonio di grandissima importanza, non solo per i tanti appassionati di questa pianta, ma soprattutto per studiosi, ricercatori e ibridatori che, volendo, potranno attingere prezioso germoplasma per futuri lavori di miglioramento genetico.
Percorrendo i sentieri che si snodano lungo la collina in compagnia del professor Amerio, che con grande maestria accompagna il visitatore alla scoperta del roseto, è possibile percepire il fascino del ricco e variegato mondo che circonda la rosa e venire a conoscenza delle manifestazioni artistiche e culturali che in ogni epoca hanno avuto questo fiore quale musa ispiratrice.